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Il blog di STEFANO GRAZIOLI

Russia e Asia Centrale, ma anche altro, spizzicando qua e lá...

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martedì, 19 agosto 2008
CHI VINCE, CHI PERDE

Cosí riassumeva la Reuters una settimana fa: 

"Dopo cinque giorni di combattimenti, oggi il presidente russo Dmitry Medvedev ha ordinato la sospensione delle operazioni militari in Georgia appena prima dell'arrivo a Mosca del presidente francese Nicolas Sarkozy, accorso nel tentativo di mediare la crisi dell'Ossezia del Sud.

Di seguito alcune implicazioni che questa crisi potrà avere per la Russia, la Georgia e le potenze occidentali.

* La Russia ha riaffermato il suo protagonismo a livello regionale, già recentemente dimostrato chiudendo i rubinetti dei rifornimenti di gas all'Ucraina, poi quelli del petrolio alla Lituania e ora punendo la Georgia per il tentativo di riconquistare la provincia secessionista e filorussa dell'Ossezia del Sud.

* Mosca ha ignorato gli appelli di Stati Uniti, Unione Europea e Nato a fermare la sua offensiva contro Tbilisi, fino a quando non ha completamente raggiunto l'obiettivo di cacciare le forze georgiane dall'Ossezia del Sud.

* L'annuncio della sospensione delle operazioni militari russe è arrivato a poche ore dall'arrivo a Mosca di Sarkozy, che incontrerà il presidente russo Dmitry Medvedev nel tentativo di mediare un accordo di pace. Con il risultato di aver reso lo sforzo diplomatico francese, sostenuto da Ue e Osce, praticamente irrilevante.

* Gli analisti sostengono che l'appoggio incondizionato fornito al presidente georgiano Mikheil Saakashvili dagli Stati Uniti ha spinto l'uomo forte di Tbilisi a sentirsi abbastanza sicuro da sfidare la Russia, lasciando però a Washington uno spazio di manovra molto limitato.

* L'Unione Europea, parzialmente dipendente dalla Russia per gli approvvigionamenti di petrolio e gas, si è mostrata debole e impotente davanti alle politiche di Mosca.

* La Russia potrebbe uscire dalla crisi incoraggiata dall'apparente successo, ma potrebbe anche pagare uno scotto in termini di fuga di investimenti stranieri. Venerdì il rublo scendeva dell'1% rispetto all'euro e al dollaro e ieri la borsa russa ha toccato il livello più basso degli ultimi due anni.

* Chiunque si domandasse chi gestisce il potere in Russia avrà notato il ruolo preminente giocato dal primo ministro russo Vladimir Putin negli ultimi giorni, la sua apparizione sul fronte di guerra, e le due conversazioni tenute dall'ex inquilino del Cremlino con il presidente Usa George W. Bush, una meno rispetto a quella avuta da Bush con Medvedev. La situazione potrebbe rendere più difficile per il neo presidente russo esercitare la sua autorità, anche se è stato lui ad annunciare l'approvazione del cessate-il-fuoco unilaterale.

* Per il georgiano Saakashvili, il futuro pare piuttosto incerto. Il suo esercito è stato umiliato e la sconfitta in Ossezia del Sud potrebbe significare la fine definitiva delle pretese di Tbilisi sulla provincia secessionista, un brutto colpo per un presidente che aveva promesso ai suoi elettori di riprendere il controllo sia dell'Ossezia che dell'altra provincia ribelle, l'Abkhazia.

* La politica estera di Saakashvili si è dimostrata un fallimento e a questo punto i georgiani potrebbero cominciare a mettere in dubbio anche l'opportunità di tenere un atteggiamento smaccatamente filo-occidentale voluto dal presidente. Già prima dell'inizio della crisi, l'opposizione aveva criticato Saakashvili per l'atteggiamento di sfida adottato nei confronti della Russia.

* La sconfitta rimediata in Ossezia del Sud potrebbe quindi indebolire il governo di Saakashvili ridando vigore all'opposizione. E potrebbe ridare fiato anche a chi aveva denunciato come truccate le elezioni presidenziali e legislative tenute nei mesi scorsi.

* Mosca ha sottolineato che non reputa più che Saakashvili sia un partner affidabile e sostiene che dovrebbe andarsene".

Oggi, a oltre dieci giorni dall'inizio del conflitto, noi facciamo queste:

* GEORGIA: Il mangiacravatte di Tbilisi ha davanti a sé un periodo molto duro. L'opposizione, l'esercito e buona parte della popolazione, passata l'emergenza, si troveranno di fronte alla domanda se é il caso di dar ancora fiducia a un presidente come Saakashvili. I primi segnali non certo positivi per Misha ci sono giá, a guardare le prese di posizione dei suoi avversari (ben chiaro, anche loro filoccidentali, ma almeno sani di mente, come la Burjanadze). L'elite georgiana non é totalmente imbecille come il suo cavallo - pazzo - di punta, e tenere conto delle posizioni moderate puó essere solo un segno di intelligenza anche da parte degli Usa, che fino a ora a parolone hanno sostenuto il presidente (interviste a ex due amici del folle, la  Zurabishvili e Chaindrava ). In vista delle trattative difficilissime nei prossimi mesi sullo status di Abkhazia e Sudossezia, con il paese ridotto maluccio e i militari peggio, difficile che tutti si stringano intorno a Saakashvii. Molto probabilmente succederá il contario. Misha ha giá perso sul fronte militare, fra un po' si saprá se ha perso anche su quello strategico e personale.

* SUD OSSEZIA/ABKHAZIA: Le due repubbliche separatiste hanno con l'aiuto militare della Russia vinto provvisoriamente la battaglia. Ma il loro destino é ancora incerto. Giá indipendenti de facto, con un riconoscimento (possibile, ma non probabile, in questo momento, anche se un confronto duro Russia-Occidente porterebbe proprio a questo) da parte di Mosca vincerebbero la loro guerra. La questione é estremamente delicata perché pone sul piatto della discussione il doppio standard occidentale, sempre avversato dal Cremlino. Che fare? Il problema é essenzialmente per l'Occidente, che di fronte a un riconoscimento avrebbe poco da dire, se non incassare. La Russia, a questo punto, ha dimostrato che il Caucaso rimane uno spazio in cui puó esercitare la sua influenza anche a livello militare.

* RUSSIA: Mosca ha vinto la battaglia per l'Ossezia del sud, la guerra per la Georgia l'aveva giá persa ai tempi di Eltsin e Shevardnaze (come nel caso dell'Ucraina con Kuchma). Per il Cremlino si tratta di riaffermare in ogni caso una supremazia regionale e dire basta ai giochetti di Washington. Chiede la testa di Saakashvili e forse la otterrá anche. La Russia ha deciso di mandare un seganle molto concreto all'espansione statunitense dal Caucaso al Pamir usando le maniere forti. Al Cremlino dicono basta a una politica che considerano falsa (esempio lo scudo stellare: anche gli asini non russi sanno che non é una questione iraniana) e sono stufi di essere presi per i fondelli. Se ne sbattono delle cadute di immagine, visto che i riflessi concreti saranno minimali.

* USA: L'attivismo della Casa Bianca nel Caucaso e in Asia centrale, dettato piú da scopi economici che da altro, ha contribuito e continua a contribuire all'escalation dei conflitti regionali. La posizione americana non é vincente. Dubbi sorgono anche sui mezzi a disposizione di Washington per contrastare quella russa. Esclusione dal G8? A Mosca se la ridono: tenetevi pure Italia e Canada, noi stiamo fuori insieme con la Cina... Ritardo sul WTO?  Tanto ormai... e via dicendo...

*UE: L'Europa é un po' a pezzi, divisa da chi pensa con la propria testa e chi si fa sedurre da quella di altri. Impotente, come é sempre stata. Non é certo una novitá. Perdente. 

Postato da: Fandorin a 11:35 | link | commenti (6) |
politica, usa , europa, georgia, caucaso


Commenti
#1   19 Agosto 2008 - 14:56
 
Ma sai, anche a livello economico io la posizione degli USA non la capisco molto... ci sono troppi investimenti americani in russia, ormai, e chi parla di "escludere la Russia dal commercio internazionale", come ho letto ieri sul Times, può essere solo un povero cretino.

Io a questo punto ho un sospetto: che a Washington siano effettivamente rimasti di merda (almeno al DoS e alla Casa Bianca) di fronte alla "blitzkrieg georgiana", e le parole grosse siano una specie di segno di frustrazione. Sennò avrebbero realizzato che ogni loro parola di condanna ha come diretta conseguenza un irrigidimento russo, e non può essere altrimenti...

D'altronde, tutti i Russi hanno ben presente come sono stati trattati quando secondo gli Americani erano "buoni"...

Magari è persino un qualche plot interno? O Soros che spinge sull'acceleratore perchè magari è andato troppo lungo sui futures WTI e ora deve far risalire il prezzo?
:-P
Hermes
utente anonimo

#2   19 Agosto 2008 - 20:30
 
Sul campo militare ha vinto la Russia. Ma era praticamente l'unica forza impegnata.
Sul resto non so. Indipendentemente dalla crisi georgiana i missili li stanno mettendo in Polonia. E i piccoli e deboli confinanti come l'Ucraina faranno di tutto per contrastare la Russia con rinnovato odio.
Secondo me tanto più si allontana il loro ingresso dalla Nato tanto più saranno armati dagli Usa.
E come nel passato si potranno svolgere conflitti lontano da Washington ma vicino a Mosca.
Sono i russi che hanno affrontato una guerra lampo ai proprii confini nè gli americani nè gli europei.
Non so a lungo andare chi ne avrà a guadagnare. E' una situazione che parte da lontano, la Georgia è solo una piccola fiammata. Che il presidente georgiano venga sostituito o meno è una questione piccola piccola rispetto a tutto il resto. E sebbene abbia fatto dei grossi errori lo potrebbe salvare proprio lo spirito anti-russo a Tiblisi perchè la sua sconfitta politica potrebbe essere interpretata come una sottomissione al volere di Mosca.
Pe ril resto business è business...finchè dura.

Zagazig
utente anonimo

#3   19 Agosto 2008 - 23:10
 
Si è concluso il consiglio dei ministri esteri della NATO. Come lo valuti? Un nulla di fatto, parole ma non fatti? Nel caso, trovi sia un segnale importante sulle relazioni USA-Europa?

Ciao.

«L'azione militare condotta dalla Russia è sproporzionata e non è conforme al suo ruolo di mantenimento della pace né compatibile con i principi del regolamento pacifico dei conflitti enunciati nell'Atto finale di Helsinki, l'Atto fondante Nato-Russia, e la Dichiarazione di Roma». È quanto si legge nelle conclusioni del vertice straordinario dei ministri degli Esteri dei 26 paesi dell'Alleanza che si è tenuto a Bruxelles. «Restiamo preoccupati per le azioni condotte dalla Russia nel contesto della crisi attuale e ricordiamo che a questo Paese incombe di mantenere l'ordine e la sicurezza nelle zone in cui esercita un controllo», affermano ancora i capi della diplomazia che citano, in particolare, i diversi «rapporti che continuano a parlare di una deliberata distruzione di infrastrutture civili da parte della Russia». La Nato lancia quindi un forte appello alle autorità di Mosca affinché agiscano «immediatamente per ritirare le truppe dalle zone che sono chiamate a lasciare in virtù dell'accordo in sei punti» firmato nei giorni scorsi dal presidente georgiano Mikhail Saakachvili e da quello russo Dimitri Medvedev. «L'Alleanza studia seriamente l'incidenza di questa azione della Russia sulle relazioni Nato-Russia», recita ancora il testo approvato dagli alleati a Bruxelles. «Non possiamo continuare ad agire come se nulla fosse successo.
utente anonimo

#4   20 Agosto 2008 - 08:26
 
La Nato non puó fare altro che parlare e congelare il consiglio (che per altro é una farsa: la Russia non é stata mai presa sul serio, e un paio di manovre comuni rimandate o abolite non cambiano nulla).

La realtá é che con alcuni stati (Germania e Francia in testa) con una posizione ben diversa da quella - a paole sempre - americana una posizione univoca é impossibile. Ció non togli che alcuni paesi Nato bilateralmente daranno una mano alla Georgia.

In generale, come giá detto, Usa, Ue e Nato hanno le armi spuntate. In piú: la Russia conviene tenersela buona perché senza di essa i grandi nodi internazionali, Iran in primis, non sono risolvibili. Meglio: con Russia sono piú facilmente risolvibili (anche l'Afganistan).
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#5   20 Agosto 2008 - 14:42
 
Ma secondo te come viene vista dalle cancellerie europee più serie la volontà americana di accelerare i tempi dello scudo missilistico con una sua possibile proliferazione (vedi dichiarazione ministero esteri ucraino e l'avvio dello spin mediatico sui missili balistici russi, dei piccoli Scud per intenderci ma tanto vale per mettere in bocca le parole chiave Missili e Balistici, in territorio georgiano)?
Ormai la verità che lo scudo sia rivolto contro la Russia è innegabile, non c'è neanche più gioco per la retorica. Non si può andare a un confronto diplomatico con la Russia senza che questi non ci scoprano ogni volta le nostre innumerevoli ipocrisie.
Ci piace?
Se a qualcosa è servita questa guerra è stato primo la dimostrazione che i russi non si faranno mettere in un angolo accettando un fatto compiuto e secondo di farci vedere che le possibilità di una escalation sono se non dietro l'angolo al massimo cinquanta metri a sinistra. Con lo scudo missilistico che si presenterà come aggiuntiva fonte di destabilizzazione nei prossimi anni. C'è ancora una finestra di tempo di qualche anno per l'azione di Mosca. Si farà aspettare? Li controlleremo con le nostre condanne verbali?
Insomma, a queste cancellerie dei paesi seri non spaventa il gioco che stanno facendo gli Stati Uniti? Non valutano che non è affatto nell'interesse europeo? L'altro giorno Luttvak scriveva che noi europei dobbiamo prepararci per il prossimo punto caldo, l'Ucraina. Che dobbiamo prepararci ad agire militarmente perchè i russi non molleranno la Crimea. Ci va bene? Siamo d'accordo?
E tutto questo per rendere non negoziabile lo stile di vita americano? Perpetrabile solo con lo strapotere militare e la minaccia credibile di un suo uso, per mantenere una "gerarchizzazione della globalizzazione" a loro favore quando, oltrettutto, si sta dimostrando così fallimentare?

Boh.

obender71
utente anonimo

#6   20 Agosto 2008 - 14:57
 
l'europa é divisa. e questo é un dato di fatto. ma non siamo davvero piú ai tempi della guerra fredda e l'economia é globalizzata. i tedeschi sono preoccupati, ma la via é quella della mediazione. il confronto non lo vogliono né con la russia né con gli usa. washington ha diviso l'europa e rischia di farne un altro teatro di guerra, almeno nella sua periferia, ma con un'amministrazione piú assennata si possono evitare altri casini. spero.
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